Sommario sezioni

logo del Comune di Ferrarahome page del Comune di Ferrara

diminuisci testo ingrandisci testo alto contrasto versione grafica
 


salta il motore di ricerca e vai al menu Info e Schede
InformaHandicap - Centro H
salta il percorso e vai ai contenuti
sei in: Centro H / C.A.A.D. > Bollettini Informativi > Anno 2003 > Bollettino Aprile 2003

salta i contenuti e vai alle validazioni w3c
Potete trovare altre news all’indirizzo Internet www.comune.fe.it/associa/aias

EMILIA-ROMAGNA, POLITICHE SOCIALI: Il nuovo welfare regionale.

Il Consiglio regionale ha approvato la legge sull'assistenza, "Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali".

Estensione dell’assegno di cura per le famiglie, un fondo sociale per la non autosufficienza, sperimentazione del reddito minimo di inserimento, prestito sull’onore, trasformazione delle Ipab in aziende o fondazioni, nuovo ruolo del volontariato, promozione della cittadinanza sociale, istituzione di uno sportello per accedere all’intero sistema sociale, mediazione culturale come contrasto al disagio e prevenzione dell’esclusione.
Il Consiglio regionale ha approvato la legge sull'assistenza,"Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", che riforma decisamente lo stato sociale regionale e locale, ne ridisegna le responsabilità e crea un sistema integrato, da cui emergono nuovi ruoli e strumenti innovativi di risposta ai nuovi bisogni.
Il testo, diretta evoluzione dalla legge nazionale n. 328 del 2000, è la prima riforma dell’assistenza di una regione italiana in cui siano assunte e declinate le competenze delle nuove regioni dopo la riforma del Titolo V della Costituzione.
Una riforma "federalista" dunque, il cui obiettivo è organizzare un sistema di servizi in grado di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita, quindi non solo nelle situazioni di difficoltà conclamata, ma anche in quei momenti "fisiologici" che tuttavia possono richiedere sostegno e aiuto, così come nelle situazioni di "normalità".

Ecco le principali novità introdotte dalla legge.

- Alla base della legge si trova il fondamentale principio dell'universalismo: ciò significa che il sistema pubblico garantisce a tutti i cittadini risposte ai bisogni senza interventi privatistici di tipo assicurativo. Un diritto di assistenza per tutti, garantita dal Comune di residenza ed estensibile a persone occasionalmente presenti o temporaneamente dimoranti sul territorio regionale.
- La legge regionale, a 18 anni dalla precedente normativa sui servizi sociali, consente la realizzazione di un moderno sistema integrato di interventi che devono rispondere ai vari bisogni. Non dunque servizi scollegati, ma un sistema che si compone di un insieme di servizi e interventi progettati e realizzati in maniera integrata e coordinata.
- Si individuano dei precisi livelli di responsabilità. I Comuni hanno funzioni di programmazione, coinvolgendo tutti i soggetti che erogano i servizi, sia pubblici che privati, soprattutto quelli del terzo settore. Le Province svolgono un ruolo di raccordo tra la programmazione regionale e la pianificazione locale. La regione ha compiti di programmazione, coordinamento e indirizzo.
- Sia il pubblico che il privato potranno erogare i servizi, ma chi lo fa dovrà essere accreditato e quindi garantire gli stessi standard di qualità cui attenersi. Tali standard verranno definiti dalla Regione, che con il Piano regionale degli interventi e dei servizi sociali, stabilirà le caratteristiche e il fabbisogno da garantire dei servizi e degli interventi che costituiscono livelli essenziali delle prestazioni sociali. I livelli essenziali rappresenteranno altrettanti diritti dei cittadini. L'accreditamento è la condizione per instaurare rapporti economici con i soggetti pubblici.
- Nasce lo sportello sociale: un'unica porta, una sola sede in cui poter avere una risposta alle proprie esigenze. Lo sportello svolgerà funzioni di ascolto, informazione e orientamento, attivando poi i competenti servizi per la presa in carico o l'avvio di programmi assistenziali individualizzati
- Viene introdotto un fondo sociale per la non autosufficienza, che sarà avviato con risorse pubbliche. Il Fondo finanzia le prestazioni ed i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari rivolti a persone non auto sufficienti e per i quali è prevista la compartecipazione alla spesa da parte degli utenti.
- La platea dei destinatari dell'assegno di cura, finora previsto solo per gli anziani non autosufficienti, è ampliata anche a disabili ed altre persone in condizione di non autosufficienza affette da gravi patologie in fase terminale o irreversibile. Sostegno alle famiglie (con interventi economici, di consulenza o di "sollievo") impegnate nell'assistenza.
- Interventi di promozione sociale, come la mediazione culturale per favorire l'inserimento degli immigrati, contrastare il disagio e prevenire le cause di esclusione sociale. E poi ancora interventi che riguardano la prevenzione della salute e che consentono di armonizzare i tempi di lavoro con quelli della cura. Sostegno e promozione alle famiglie valorizzando le risorse di solidarietà e favorendo l'associazionismo familiare.
- Sperimentazione del reddito minimo di inserimento. Si tratta della concessione di un sussidio economico a persone che siano in situazione di povertà, accompagnato ad un progetto di fuoriuscita dalla condizione di necessità (aiuto per l'inserimento lavorativo, formazione professionale, ricerca di un alloggio. Introdotto anche il prestito sull'onore, per sostenere le responsabilità individuali e familiari.
- Riordino delle Ipab, antichi enti finora regolati da una legislazione ottocentesca: trasformazione in aziende pubbliche di servizio alla persona. Saranno inserite nel sistema, dovranno adeguarsi agli standard predefiniti e dare garanzia che i propri patrimoni siano gestiti al meglio. Saranno dotate di autonomia statutaria, gestionale, patrimoniale e finanziaria.

IL VENTO DI BARI, BUONE E CATTIVE NOTIZIE:
La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e le organizzazioni aderenti esprimono il plauso al Sottosegretario Sestini ed al Ministro Maroni per aver dato seguito all’impegno assunto alla Conferenza Nazionale di Bari di mantenere intatto il Fondo nazionale per le politiche sociali e di ripartirlo tra le Regioni.
La Fish si attende la formula di riparto coerente con gli anni precedenti perché ha salvaguardato ed incentivato progetti e servizi di assistenza e per la vita indipendente diretti alle persone con disabilità.
Ciò rappresenta la prima iniziativa significativa e concreta di politiche attive che l’associazionismo ha richiesto con forza.
Altrettanto non si può affermare per ciò che riguarda il tentativo di distogliere fondi, da parte della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, con la discussione del Testo Unificato “Trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato”; per tale scopo il Comitato ristretto ha proposto di utilizzare i fondi di cui all’art.97 della legge 388/2000 che prevedeva interventi a favore di persone con la sindrome di down e all’art.13 della legge 383/2000 ovvero il Fondo per l’associazionismo di promozione sociale.
Nel primo caso la Fish e le associazioni aderenti denunciano i ritardi per la riforma degli emolumenti previdenziali a favore delle persone con disabilità prevista dall’art.24, legge 382/2000 per il quale le risorse impegnate rappresentavano un utile incentivo.
Nel secondo caso gli emendamenti presentati per il Testo Unificato colpisce le associazioni di promozione sociale dopo che è stato già eliminato il Fondo della legge 438/98.
Un’ulteriore vessazione ai danni delle associazioni che operano per la promozione dei diritti delle persone con disabilità.
La Fish auspica un rapido riesame del testo Unificato da parte del Comitato parlamentare ristretto e chiede un intervento decisivo da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Il Presidente
Pietro Vittorio Barbieri
Roma 1 Aprile 2003

UN POPOLO DI ALTRUISTI E BENEFATTORI
Il Censis: il 26,6% pratica il volontariato, il 59% lo aiuta con la beneficenza.
ROMA - Gli italiani sono un popolo altruista e solidale, fanno beneficenza, si dedicano al volontariato e si mobilitano per cause etiche e umanitarie. Meno egoisti e individualisti di quanto si pensi. Lo rivela il Censis, Fondazione Ozanam/De Paoli, che ha condotto un’indagine su un campione di 1300 famiglie evidenziando «quanto sia forte negli italiani la propensione all’altruismo e alla solidarietà». Il lavoro è stato presentato dal presidente della Fondazione, Francesco Paolo Casavola.
In particolare, dall’indagine, risulta che il 68,6% degli italiani ha aiutato persone in difficoltà; il 59,2% ha versato soldi ad associazioni di volontariato; il 50,5% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinassero e/o fossero realizzati nel rispetto dei diritti dei lavoratori senza lo sfruttamento del lavoro minorile. Inoltre, il 26,6% ha svolto attività di volontariato mentre il 20,8% ha partecipato a progetti di adozione a distanza. Attività svolte, nella stragrande maggioranza dei casi, in silenzio e senza pubblicità.
A partecipare a campagne in favore di temi etici come l’abolizione della pena di morte è stato il 16,7% della popolazione rispetto al 14,2% che ha preso parte a campagne di boicottaggio di prodotti di aziende che si ritiene assumano comportamenti non etici. Infine, il 4,8% ha aperto conti in una banca etica o acquistato fondi etici. Il Censis ha indagato, inoltre, i disagi sociali che più preoccupano gli italiani.
Al primo posto c’è la tossicodipendenza, indicata dal 58,6% degli intervistati. La paura che i figli si avvicinino al mondo della droga spesso spinge gli italiani a muoversi in prima persona nella lotta sul campo. Segue la paura dell’Aids (41,1%), la disoccupazione di lunga durata (26,3%), soprattutto tra i giovani. Preoccupano anche la marginalità minorile (20,3%), la prostituzione (17,8%) e la povertà economica (15,2%).
In questo contesto il volontariato, ed in particolare quello gratuito gioca un ruolo fondamentale. Il volontariato, infatti, continua a rappresentare il soggetto organizzato che riscuote la quota più alta di fiducia tra gli italiani che, secondo il 33,7% delle famiglie intervistate, andrebbe aiutato e potenziato nella sua funzione di lotta alle diverse forme di disagio sociale.

--- ZONA WEB ---

Abbiamo pensato di dedicare uno spazio del nostro bollettino per segnalarvi, di volta in volta alcuni siti web dedicati al mondo della disabilità cercando di individuare diverse aree di interesse e argomenti specifici (legislazione, ausili, sport, scuola ecc…). Cominciamo in questo numero indicandovi tre siti che per come sono strutturati possono essere considerati introduttivi di questa rubrica in quanto di interesse generale:

-http://www.superabile.it
-http://www.disabili.com
-http://www.uildm.org/index.shtml


vai al sommario della pagina
 

salta le informazioni sulla redazione e vai alle validazioni W3C
Ultima modifica: 22-11-2005
REDAZIONE: Centro H - Informahandicap
E-MAIL: info@centrohfe.191.it

 


Servizio Sistemi Informativi - Sviluppo Comunicazioni
Redazione WWW - Via Monsignor L. Maverna, 4 - 44122 Ferrara