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Domande più frequenti


Dove ci si rivolge per l’iscrizione al nido e/o alla scuola dell’infanzia comunale?
Ci si reca alle Circoscrizioni Comunale di Ferrara o agli Uffici Comunali presso le quali hanno sede le scuole in cui si intende iscrivere il figlio o la figlia con la Certificazione e la Diagnosi Funzionale.

Dove ci si rivolge per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia primaria, secondaria di primo e secondo grado?
Ci si reca presso gli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche a cui fa capo la scuola dove si intende iscrivere il figlio o la figlia con la Certificazione e la Diagnosi Funzionale.

Se mio figlio frequenta una scuola fuori dal Comune di residenza cosa succede?
Deve innanzitutto essere riconosciuta una esigenza inderogabile alla frequenza fuori Comune. Fatto questo, è il Comune di residenza che si deve accordare con quello di frequenza e con la Scuola dove il bambino è iscritto per provvedere a trasferire i fondi necessari alla gestione del progetto didattico e del personale di sostegno. (Prima Parte, art. 3, punto p )

Chi sono i responsabili dei trasporti e come faccio ad ottenerli?
Sono responsabili gli Enti Locali. Occorre rivolgersi per informazioni agli Assessorati Comunali alla Pubblica istruzione e chiedere quale sia l’Ufficio e il funzionario responsabile. (Prima Parte degli Accordi, art. 3, punto b )

Chi si deve occupare di mio figlio per l’accompagnamento all’ingresso e all’uscita, per l’assistenza igienica ed in mensa durante le ore scolastiche?
Deve occuparsene il personale ausiliario della scuola secondo quanto previsto dal contratto di lavoro del 2002 (Terza Parte degli Accordi, art.9, punto 9.3). Esso "presta ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale anche con riferimento alle attività previste dall’art. 46".
(Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del comparto scuola per il quadriennio normativo 2002/2005 - TABELLA A - Profili di area del personale ATA)

Cosa debbo fare per ottenere la somministrazione di farmaci a mio figlio durante le ore scolastiche?
La regolamentazione della materia è contenuta nella Quinta Parte degli Accordi, Allegato n. 7
Art. 1 - Somministrazione dei farmaci
La somministrazione di farmaci nella scuola non è da intendersi quale sostitutivo delle cure familiari, ma quale prassi da attuare solo nei casi di assoluta necessità riconosciuta dai servizi competenti.
Negli articoli 2 e 3 vengono distinti i farmaci da somministrare per via non parenterale e quelli per via parenterale. I primi sono i farmaci che si prendono per bocca o con creme per la pelle o gocce, i secondi sono quelli che si assumono attraverso iniezioni. Solo nel primo caso il personale della scuola che si rende disponibile può somministrare i farmaci alle condizioni che sono indicate nell’art. 2. Gli altri farmaci possono essere somministrati dai genitori, da persone da esso delegate o da personale con competenze sanitarie.


Se mio figlio ha bisogno di ausili particolari chi può aiutarmi ad ottenerli?
Nella Prima Parte degli Accordi, all’art. 3 si dice che i Comuni, congiuntamente alle autonomie scolastiche statali e paritarie, al C.S.A., all’A.U.S.L. ed alla Provincia devono "sostenere progetti di integrazione scolastica attraverso contributi, per la fornitura di attrezzature e ausili, ritenuti necessari dalla certificazione e dalla diagnosi funzionale, dal Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.)"

Chi è responsabile dell’eventuale abbattimento delle barriere architettoniche che si potrebbero trovare nella scuola?
Nella Prima Parte degli Accordi, agli art. 2/a e 3/b, si dice che sono responsabili la Provincia e i Comuni. Inoltre, nella Terza Parte degli Accordi all’art. 6 si dice che l’Azienda Sanitaria Locale (U.O. di S.M.R.I.A.) o gli specialisti privati autorizzati sono tenuti a fornire indicazioni su alcune modalità d’intervento che interessano altri enti in merito anche all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ho diritto di partecipare alla stesura del progetto didattico di mio figlio?
La partecipazione della famiglia alla stesura del P.E.I. è prevista sia dalla legge 104/92 (comma 5 dell’art. 12 - All'individuazione dell'alunno come persona handicappata ed all'acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale, fa seguito un profilo dinamico funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona handicappata, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola, con la partecipazione dell'insegnante operatore psicopedagogico individuato secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione), sia dal DPR 24 febbraio 1994 "Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap" (comma 2 dell’art. 5 - Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12, congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla USL e/o USSL e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore psicopedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell'alunno).

Posso avere la copia del PEI?
Sì, la famiglia può richiedere la consegna del Piano Educativo Individualizzato, alla cui formazione deve aver contribuito e che costituisce documento di immediato interesse personale. È comunque prevista la possibilità di vedere i documenti custoditi presso le amministrazioni pubbliche. Chiunque abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti può chiedere, ai sensi della legge 241/1990, di accedere ai documenti amministrativi ed anche di averne copia.

Come faccio ad avere l’educatore comunale?
La famiglia non deve produrre alcuna documentazione per ottenere l’assegnazione dell’educatore comunale. La scuola, qualora ve ne siano le condizioni, presenta una richiesta di intervento agli uffici comunali preposti per l’assegnazione di personale educativo. Tale richiesta viene poi valutata da una Commissione Tecnica locale che determina criteri e priorità di intervento.

Perché mio figlio non ha l’educatore comunale?
Poiché i servizi di assistenza educativa vengono attivati a partire dall’indicazione riportata nella Diagnosi Funzionale predisposta dall’A.U.S.L. dove si ravvisa o meno la necessità di Progetti Specifici per l’alunno, se tale indicazione non è riportata sulla Diagnosi l’educatore comunale non può essere assegnato.
Per indicazioni più precise consultare l’art. 3, punto h dell’Accordo di Programma in appendice.

Come vengono assegnate le ore di sostegno alla classe?
La scuola presenta le richieste sulla base delle Diagnosi Funzionali di tutti gli alunni disabili che frequenteranno l’anno scolastico successivo. Tali domande saranno esaminate dal Gruppo di Lavoro per l’Handicap (G.L.H.) dell’Ufficio Scolastico Provinciale e in seguito saranno richieste al G.L.H. Regionale le risorse per l’intera provincia. Una volta ricevuto il numero di insegnanti di sostegno per la provincia, il G.L.H. li ripartisce fra i vari Circoli ed Istituti. Questi, al loro interno, valuteranno la distribuzione delle risorse secondo i criteri di gravità.

Come mai l’insegnante di mio figlio non è specializzato?
Gli insegnanti di sostegno specializzati vengono nominati utilizzando una graduatoria. Il numero degli iscritti a tale graduatoria è inferiore al numero dei bambini che hanno bisogno di insegnante di sostegno: è dunque necessario ogni anno ricorrere ad un certo numero di insegnanti non specializzati che hanno fatto domanda di essere impiegati come docenti di sostegno.

Adesso che mio figlio sta per finire le medie, la scuola cosa deve fare per il passaggio all’altra scuola?
Il percorso è definito negli Accordi di Programma, Parte Terza, Punto 6 e 7. Il punto 6 si occupa della scuola dell’infanzia e del primo ciclo affermando che le scuole sono tenute:
- a mettere in atto, in accordo con le famiglie e gli specialisti responsabili, le forme più idonee per costruire la continuità fra scuole e per creare una conoscenza di base del nuovo ambiente da parte dell'alunno disabile, della sua famiglia e degli operatori scolastici;
- a definire i referenti responsabili dei passaggi da un grado/ordine di scuola all'altro.
Il punto 7 si occupa invece del passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado e afferma che:
"L’orientamento per il passaggio dal primo al secondo ciclo deve garantire una corretta analisi dei potenziali di ciascun alunno disabile, la valorizzazione delle sue propensioni culturali e dei suoi interessi, la prospettiva complessiva del suo progetto di vita, evitando che la scelta sia maggiormente condizionata da questioni di contesto (es. lontananza della scuola superiore, pregiudizi verso un certo tipo di scuola, ecc.), tali da determinare spesso un’aggregazione numerosa di alunni in certi istituti della provincia, non come armonico orientamento, ma come scelta derivata.
Per preparare l’accoglienza nella scuola superiore e garantire il diritto di scelta del tipo d’istituto desiderato da parte dello studente e della sua famiglia, ciascun Istituto del secondo ciclo, indipendentemente dalla presenza d’iscritti disabili, assicura nel P.O.F. la definizione delle forme e delle modalità d’accoglienza e dell’integrazione degli studenti disabili."

Come vengono assegnati gli insegnanti di sostegno?
La legge 27.12.1997, n. 449 all'art. 40 comma 3 attribuisce, nell'ambito dell'organico provinciale, un insegnante specializzato per ogni gruppo di 138 alunni complessivamente frequentanti gli istituti scolastici statali della provincia.
La quantificazione oraria nel rapporto insegnante/alunno viene stabilita in base al Progetto Educativo che si fonda sui bisogni dei singoli soggetti rapportati alle diverse gravità di handicap.
L'insegnante di sostegno viene assegnato, in piena contitolarità con gli altri docenti, alla classe in cui è inserito il soggetto in stato di handicap per attuare "forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap" e "realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni".
I dirigenti scolastici possono procedere, con adeguate motivazioni, alla nomina di docenti di sostegno in deroga al rapporto 1/138 alunni ( legge 20.8.2001, n. 333, c.m. 4.10.2001, n. 146).
L'attivazione di posti di sostegno in deroga dovrà essere autorizzata dal Dirigente regionale.
Al fine di consentire le operazioni propedeutiche all’autorizzazione dei posti di sostegno in deroga entro il mese di giugno, si sintetizzano di seguito le procedure:
- I Dirigenti Scolastici promuovono gli incontri dei Gruppi di Lavoro di Istituto per la formulazione dei PDF e dei PEI e per l’elaborazione delle proposte relative alla individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle stesse.
- I Dirigenti Scolastici provvedono inoltre alla formulazione delle richieste di posti di sostegno in deroga agli uffici dei CSA competenti per territorio, dopo aver considerato anche l’insieme degli elementi che compongono il contesto organizzativo, il processo di integrazione realizzato e le diverse figure professionali utilizzate.
- I Dirigenti degli USP attiveranno i Gruppi di Lavoro Provinciali per un parere sulle richieste di adeguamento pervenute dalle scuole e, sulla base di tale parere, dovranno inviare una loro proposta al Direttore Generale verificando che siano state valutate, oltre al numero degli alunni e alla gravità dell’handicap, le situazioni particolari e anche le situazioni organizzative.
A tale scopo, i Dirigenti degli USP inviano alle Istituzioni Scolastiche schede di rilevazione dei dati che dovranno essere restituite ai rispettivi uffici dei USP competenti per territorio, entro e non oltre il 15 giugno, debitamente compilate e firmate dal Dirigente Scolastico, unitamente ad una relazione dettagliata che indichi i bisogni, le soluzioni e i percorsi adottati, i livelli d’integrazione delle risorse e ogni altro elemento utile alla valutazione tecnica, secondo i parametri di congruità, efficacia ed efficienza.

Posso rifiutare l’insegnante di sostegno per mio figlio?
Occorre ricordare innanzitutto che l’insegnante di sostegno è di supporto alla classe e non al singolo alunno. Pertanto la famiglia potrà concordare i modi dell’integrazione nella fase di preparazione della Diagnosi Funzionale accordandosi eventualmente con il responsabile dell’AUSL affinchè venga richiesta la riduzione del numero degli alunni per classe e non l’insegnante di sostegno. Se l’insegnante è stato assegnato esso non può essere ricusato dalla famiglia per il motivo riportato all’inizio.

Mio figlio può frequentare il pre e/o il post scuola?
L’Istituzione scolastica, nell’ambito dei progetti relativi all’ampliamento dell’offerta formativa, può organizzare, con il concorso di risorse che l’ente locale potrà assegnare, brevi periodi di accoglienza e di sorveglianza degli alunni in arrivo anticipato e in uscita posticipata rispetto all’orario dell’attività didattica.
Anche in relazione alle esigenze del trasporto scolastico di competenza dell’Ente Locale, nelle scuole materne ed elementari statali l’istituzione scolastica assicura tale servizio che è sempre svolto con accordo tra Ente Locale e Istituzione scolastica. La scuola definirà con un proprio regolamento le modalità di accoglienza.

Posso avere accesso ai documenti scolastici?
È prevista la possibilità di vedere i documenti custoditi presso le amministrazioni pubbliche. Chiunque abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti può chiedere, ai sensi della legge 241/1990, di accedere ai documenti amministrativi ed anche di averne copia.

Mio figlio può partecipare ai Viaggi di istruzione?
Essendo il viaggio di istruzione momento di attività didattica e formativa approvata dal Consiglio di Classe, la sua organizzazione compete principalmente ai docenti accompagnatori con la collaborazione degli studenti nei modi e nei termini decisi dal Consiglio di classe; tuttavia in fase di progettazione è necessario anche il contributo dei genitori, opportunamente convocati dal docente accompagnatore stesso.
Per gli alunni in situazione di handicap la Nota n. 645 dell'11/04/2002 pone particolare attenzione al diritto degli alunni con handicap a partecipare alle gite scolastiche. La Nota, richiama le CC.MM. n. 291/92 e n. 623/96 che affidano alla comunità scolastica la scelta delle modalità più idonee per garantire tale diritto.
Infatti si legge: "le gite rappresentano un'opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente diversamente abile, nel pieno esercizio del diritto allo studio". Al punto 5 la Nota Ministeriale precisa:
a) l'Insegnante di Sostegno, per una corretta e funzionale organizzazione, nonché per la determinazione del costo del viaggio, comunicherà all'Agenzia di Viaggio la presenza di allievi in situazione di handicap, i relativi servizi necessari e l'eventuale presenza di assistenti educatori culturali;
b) agli allievi in situazione di handicap e agli assistenti educatori culturali dovranno essere forniti i servizi idonei, secondo la normativa vigente in materia".
Al punto 9 precisa che: "i viaggi d'istruzione potranno essere effettuati con qualsiasi mezzo idoneo di trasporto". Significa che deve essere anche accessibile qualora vi siano alunni su sedia a rotelle. Pertanto l'agenzia di viaggi dovrà fornire, a seconda dei casi, un pullman con sollevatore, orari di treni con vetture accessibili, nonché tramite preavviso alle FFSS stazioni con sollevatori mobili, qualora le carrozze ferroviarie non li abbiano incorporati, richiesta di preimbarco agli aeroporti per la prevista assistenza di viaggio alle persone con handicap. Il punto 12 prevede che per gli accompagnatori vi sia una gratuità per ogni 15 alunni paganti. Dato il diritto alle pari opportunità, l'alunno con handicap non deve, in via di principio, pagare la persona che l'accompagna.
Sarà opportuno, pertanto, che uno degli accompagnatori si faccia carico degli eventuali problemi dell'assistenza a tale alunno. Qualora ciò sia impossibile, la scuola dovrà provvedere a pagare un accompagnatore in più.



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Ultima modifica: 16-12-2008
REDAZIONE: Centro H - Informahandicap
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